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 Bizarre Novus Ordo Two-Popery 
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Joined: Tue May 16, 2006 2:30 pm
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New post Bizarre Novus Ordo Two-Popery
This is truly weird: http://rorate-caeli.blogspot.com/2014/0 ... archy.html

Not so much the ad hoc behaviour of Ratzinger et al., but the fact that all of the most serious Vatican-orientated journos are now focussed on it and are essentially agreeing that there are two "popes". Maybe there isn't even one? :)

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In Christ our King.


Sun Jun 01, 2014 5:54 am
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Joined: Thu Oct 27, 2011 5:14 pm
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New post Re: Bizarre Novus Ordo Two-Popery
Now what I look forward to is the possibility of 2 "Pope" Emeritus, and another "Pope" reigning.

Think of something serious happening to the health of Bergoglio, or some sort of assasination attempt and he survives but is injured enough to call it quits. This would be something that can happen soon, so that Ratzinger could even possibly outlive his "successor."

If you think about the GWS has nothing on what our modern day has. Everyone before understood that there was only one true pope reigning, whereas now you have the most basic monarchical form of government of the Church starting to be re-examined. I think that Ratzinger sees himself as primus inter pares with Bergoglio.

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Sun Jun 01, 2014 4:44 pm
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Joined: Mon May 22, 2006 11:13 am
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New post Re: Bizarre Novus Ordo Two-Popery
A two-headed beast! :twisted: :twisted:


Mon Jun 02, 2014 11:22 am
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Joined: Fri Mar 21, 2014 2:58 am
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Location: Massachusetts, USA
New post Re: Bizarre Novus Ordo Two-Popery
I don't think this idea is limited merely to the Novus Ordo. What do you make of the case of
58 Pope St Silverius 1 June 536 - 11 November 537 (Exiled)
59 Pope Vigilius 29 March 537 - 7 June 555 (8 month overlap with Pope Silverius)

or the case of

74 Pope St Martin I 21 July 649 - 16 September 655 (Exiled)
75 Pope St Eugene I 10 August 654 - 1 June 657 (over 1 year overlap with Pope St. Martin)

I have heard some claim that the Liber Pontificalis is in error because it is impossible for two men to hold the See of Peter simultaneously. But I find it hard to believe that the men responsible for updating and publishing that document were not aware of the problem.

From http://www.documentacatholicaomnia.eu/04z/z_sine-data__AA_VV__Omniae_Romanorum_Paparum_Vitae__IT.doc.html

58 0536-0537- Silverius, Sanctus, Martyres
2 dicembre
Frosinone ? - † Palmaria (Ponza), 2 dicembre 537
(Papa dal 01/06/536 al 11/11/537)

Originario della Campania, si trovò ad affrontare i torbidi inzi della guerra greco-gotica, che si sarebbe protratta per 18 anni. Fatto prigioniero, fu relegato nell'isola di Ponza, dove morì.

Etimologia: Silverio = abitatore delle selve, uomo dei boschi, selvaggio, dal latino

Oriundo di Frosinone, figlio del papa s. Ormisda, salì al soglio pontificio nel giugno 536, ma non fu l’immediato successore del padre, infatti dopo la morte di s. Ormisda avvenuta nel 523, vi furono come pontefici s. Giovanni I, s. Felice III, Bonifacio II, l’antipapa Dioscoro, Giovanni II, s. Agapito I, tutti governarono in media 2-3 anni ciascuno. Alla morte di s. Agapito I avvenuta a Costantinopoli il 22 aprile 536, Silverio fu eletto papa, pur essendo suddiacono, per imposizione del re ostrogoto Teodato (534-36); il quale era memore dei buoni rapporti ed intese, intercorsi tra il padre Ormisda e il re Teodorico. Però buona parte del clero si oppose a questa elezione, accettandola alla fine dopo l’avvenuta consacrazione. Il suo pontificato fu breve e molto travagliato; venne coinvolto suo malgrado, nelle lotte politiche e religiose che in quegli anni turbarono l’Italia e la Chiesa, infatti era in corso la guerra tra i Bizantini e gli Ostrogoti per il possesso della penisola; inoltre in Oriente continuavano ad esistere gruppi di monofisiti ostinati, appoggiati dall’imperatrice Teodora. Si ricorda che il monofisismo, era una dottrina teologica che negava la natura umana di Cristo, affermandone l’unica natura divina; l’eresia, sviluppatosi nel V-VI secolo, fu condannata dal Concilio di Calcedonia nel 451 e determinò il distacco delle Chiese Copta, Armena e Giacobita di Siria. Qualche mese dopo la sua elezione, il re Teodato suo protettore, fu deposto ed ucciso dai Goti; a dicembre 536 giunse alle porte di Roma, il generale Belisario con le sue milizie e Silverio insieme al Senato, si adoperò perché la città fosse occupata senza combattimenti. Tre mesi dopo, nel febbraio 537 fu la volta del nuovo re degli Ostrogoti, Vitige a cingere d’assedio Roma con il suo esercito, con vari attacchi per ritornarne in possesso, distruggendo i dintorni compreso i cimiteri cristiani e le chiese. E fu durante l’assedio degli Ostrogoti che cominciò la tragedia di Silverio; era giunto da Costantinopoli il diacono Vigilio con lettere dell’imperatrice Teodora per Belisario, perché favorisse l’elezione di Vigilio alla cattedra di s. Pietro. Il diacono era già stato designato dal papa Bonifacio II (530-532) a suo successore, incontrando però l’opposizione del clero a questa novità, cioè la designazione invece che un’elezione, quindi non aveva potuto entrare in carica; alla morte di s. Agapito I, egli fu di nuovo designato dall’impero bizantino alla carica di pontefice, ma trovando già eletto Silverio, per la seconda volta egli veniva escluso. Belisario cercò di non creare drammi e supponendo che all’imperatrice, stesse più a cuore la sorte dei monofisiti, che si pensa, Vigilio le avesse promesso un annullamento delle decisioni del Concilio di Calcedonia, chiese a Silverio di accordare egli stesso ciò che stava a cuore a Teodora, ma il papa si rifiutò di accondiscendere. Durante l’assedio degli Ostrogoti, che durò quasi un anno, fu messa in circolazione una presunta lettera di Silverio al re Vitige, nella quale prometteva di aprirgli la porta Asinara presso il Laterano, per consegnargli Roma; Belisario convocò il papa al suo quartiere generale contestandogli l’accusa che Silverio facilmente smontò, anzi per evitare ulteriori sospetti, lasciò il palazzo del Laterano spostandosi presso la Basilica di S. Sabina. Ma il 18-19 marzo ci fu un furioso attacco dei Goti e Silverio fu di nuovo chiamato da Belisario, che spalleggiato da sua moglie Antonina e da Vigilio, mosse altre accuse a Silverio, quindi fu spogliato degli abiti pontificali e vestito di un abito monastico; ai chierici che l’accompagnavano restati in altra stanza, fu detto che non era più papa e si era fatto monaco. Al suo posto subentrava Vigilio (537-555), mentre Silverio fu deportato a Patara nella Licia; il vescovo di Patara si recò a Costantinopoli a protestare presso l’imperatore Giustiniano, dicendo che nel mondo vi erano molti re ed un solo papa e questi era stato scacciato dalla sua sede. Giustiniano, vincendo le resistenze di Teodora, rimandò a Roma Silverio, con l’ordine che si riesaminassero le presunte lettere e l’intera questione e se fosse risultato innocente, reintegrato come papa; Vigilio impaurito dall’inaspettato ritorno, convinse Belisario di deportarlo nell’isola Palmaria (Ponza); qui papa Silverio, per porre fine allo scisma che si era creato, abdicò l’11 novembre 537 e consunto dagli stenti e dalla fame, morì martire il 2 dicembre successivo. Il suo corpo, contrariamente a quelli di altri papi morti in esilio, non fu trasferito a Roma, rimanendo nell’isola; il suo sepolcro divenne centro di guarigioni e miracoli e quindi meta di pellegrinaggi. Notizie del culto tributatogli a Roma sono documentate solo qualche secolo più tardi a partire dall’XI. I due santi pontefici, Ormisda e Silverio, padre e figlio nella vita, sono i patroni della città di Frosinone, di cui erano nativi.
Autore: Antonio Borrelli


59 0537-0555- Vigilius
m. 537
(Papa dal 29/03/537 al 07/06/555)

Romano, fu eletto Papa grazie agli intrighi dell'imperatrice Teodora. Il suo pontificato fu segnato da gravi problemi dottrinali. Costretto dall'imperatore Giustiniano a trasferirsi a Costantinopoli, rimase nella capitale d'Oriente 10 anni.
Vigilio, che era stato designato da papa Bonifacio II (22 sett. 530 – 17 ott. 532) a suo successore, non potè accedere all’alta dignità per l’opposizione del Clero e del Senato Romano. Vide così salire sul soglio di Pietro prima Giovanni II (2 genn. 533 – 8 maggio 535), poi s.Agapito (13 maggio 535 – 22 apr. 536) ed infine s.Silverio eletto il 1 giugno del 536. Vigilio, ottenuta la tiara pontificia il 29 marzo del 537, per volontà del generale Belisario, fece deportare s.Silverio all’isola di Palmaria dove, dopo aver abdicato l’11 novembre, morì il 2 dicembre del 537. Con la rinuncia di s.Silverio e con il riconoscimento da parte del Clero Romano, Vigilio divenne legittimo pontefice. Ravvedutosi, restaurò catacombe, luoghi di culto e difese la fede. Baronio, in pieno contrasto con il giudizio che abbiamo del cronista del Liber Pontificalis, così lo ricorda negli Annales:“Divenuto papa, egli proferisce parole nuove, profetizza in accordo con i santi padri, con una mirabile trasformazione, si è mutato in un altro uomo, da nemico in difensore, da persecutore in predicatore, da blasfemo in confessore e in ogni cosa da perfido in devoto”. Il 25 novembre del 545 Vigilio lasciò Roma alla volta della Sicilia, dove soggiornò un anno; nell’autunno del 546 salpò per Costantinopoli, sempre nell’intento di difendere gli interessi della Chiesa romana. Giuntovi il 25 gennaio dell’anno successivo, cercò invano un accordo con l’imperatore Giustiniano, a favore dell’unità della fede Cattolica. Morì, durante il viaggio di ritorno verso Roma, a Siracusa, il 7 giugno del 555. Le sue spoglie furono traslate nel cimitero di Priscilla sulla via Salaria ed in seguito portate in S.Pietro in Vaticano.
Autore: Giovanni Sicari


74 0649-0655- Martinus I, Sanctus, Martyres
13 aprile - Memoria Facoltativa
Todi, sec. V - Chersonea, Crimea, 16 settembre 655
(Papa dal 07/649 al 16/09/655)

Fu eletto Papa nel periodo delle ultime controversie cristologiche. Per la difesa della fede in Cristo vero uomo e vero Dio, fu esiliato dall'imperatore bizantino Costanzo II in Crimea (Akherson, Ucraina), dove morì fra molti stenti. (Mess. Rom.)

Etimologia: Martino = dedicato a Marte
Emblema: Palma

Originario di Todi e diacono della Chiesa romana, Martino fu eletto al soglio pontificio dopo la morte di papa Teodoro (13 maggio 649) e mostrò subito una mano molto rma nel reggere il timone della barca di Pietro. Non domandò né attese infatti il consenso alla sua elezione dell'imperatore bizantino Costante II che l'anno precedente aveva promulgato il Tipo, un documento in difesa della tesi eretica dei monoteliti. Per arginare la diffusione di questa eresia, tre mesi dopo la sua elezione, papa Martino indisse nella basilica lateranense un grande concilio, al quale furono invitati tutti i vescovi dell'Occidente. La condanna di tutti gli scritti monoteliti, sancita nelle cinque solenni sessioni conciliari, provocò la rabbiosa reazione della corte bizantino. L'imperatore ordinò all'esarca di Ravenna, Olimpio, di recarsi a Roma per arrestare il papa. Olimpio volle assecondare oltre misura gli ordini imperiali e tentò di fare assassinare il papa dal suo scudiero, durante la celebrazione della Messa a S. Maria Maggiore. Nel momento di ricevere l'ostia consacrata dalle mani del pontefice, il vile sicario estrasse il pugnale, ma fu colpito da improvvisa cecità. Probabilmente questo fatto convinse Olimpio a mutare atteggiamento e a riconciliarsi col santo pontefice e a progettare una lotta armata contro Costantinopoli. Nel 653, morto Olimpio di peste, l'imperatore poté compiere la sua vendetta, facendo arrestare il papa dal nuovo esarca di Ravenna, Teodoro Calliopa. Martino, sotto l'accusa di essersi impossessato illegalmente dell'alta carica pontificia e di aver tramato con Olimpio contro Costantinopoli, venne tradotto via mare nella città del Bosforo. Il lungo viaggio, durato quindici mesi, fu l'inizio di un crudele martirio. Durante i numerosi scali, a nessuno dei tanti fedeli accorsi a incontrare il papa fu concesso di avvicinarlo. Al prigioniero non era data neppure l'acqua per lavarsi. Giunto il 17 settembre 654 a Costantinopoli, il papa, steso sul suo giaciglio sulla pubblica via, venne esposto per un giorno intero agli insulti del popolo, prima di venire rinchiuso per tre mesi in prigione. Poi iniziò il lungo ed estenuante processo, durante il quale furono tali le sevizie da far mormorare all'imputato: "Fate di me ciò che volete; qualunque morte mi sarà un beneficio". Degradato pubblicamente, denudato ed esposto ai rigori del freddo, carico di catene, venne rinchiuso nella cella riservata ai condannati a morte. Il 26 marzo 655 fu fatto partire segretamente per l'esilio a Chersonea in Crimea. Patì la fame e languì nell'abbandono più assoluto per altri quattro mesi, finché la morte lo colse, fiaccato nel corpo ma non nella volontà, il 16 settembre 655.
Autore: Piero Bargellini


75 0655-0657- Eugenius I, Sanctus
2 giugno
m. 657
(Papa dal 10/08/654 al 02/06/657)

L'esarca Teodoro Calliopa e il cubiculario Peliuro, per ordine dell'imperatore Costante I, la notte del 19 giugno 653 costrinsero con la violenza il papa Martino I a lasciare Roma e a seguirli a Costantinopoli, dove giunsero il 17 settembre dell'anno successivo. Martino fu sottoposto ad un finto processo, privato del pallio ed esiliato nel Chersoneso dove morì il 16 settembre 655. Il clero romano gli diede un successore nella persona del romano Eugenio I, che fu consacrato il 10 agosto 654. Figlio del romano Ruffiniano, Eugenio era persona retta e meritevole dell'alto ufficio. Ciò apparve dall'atteggiamento assunto verso Pirro, patriarca bizantino, e il suo successore Pietro, che nel 656 aveva mandato al papa, secondo l'uso, una lettera con l'annuncio della sua nomina e una professione di fede ambigua sulla questione che agitava gli animi, quella delle due volontà ed operazioni in Cristo. Letta nella chiesa di Santa Maria ad praesepe, venne respinta dal papa, dal clero e dal popolo. Il gesto irritò la corte di Costantinopoli e certamente Eugenio avrebbe avuto la sorte del suo predecessore se la morte, avvenuta il 2 giugno 657, non lo avesse impedito. Fu sepolto in San Pietro. (Avvenire)

Etimologia: Eugenio = ben nato, di nobile stirpe, dal greco

L'esarca Teodoro Calliopa e il cubiculario Peliuro, in ottemperanza agli ordini ricevuti dall'imperatore Costante I, la notte del 19 giugno 653 costrinsero con la violenza il papa Martino I a lasciare Roma e a seguirli a Costantinopoli, dove giunsero, dopo un viaggio disagevole, il 17 settembre dell'anno successivo. Martino fu sottoposto ad una larva di processo, privato del pallio ed esiliato nel Chersoneso dove morì il 16 settembre 655. Il clero romano, che lo aveva fedelmente sostenuto al concilio convocato nella basilica costantiniana il 5 ottobre 649, nel quale si condannarono l'Ectesi di Eraclio e il Tipo di Costante, non esitò, prima ancora di conoscere l'esito del processo, a dargli un successore nella persona del romano Eugenio I, che fu consacrato il 10 agosto 654. La scelta non fu, peraltro, cattiva, poiché Eugenio, figlio del romano Ruffiniano, era persona retta e in tutto meritevole dell'alto ufficio. Ciò apparve dall'atteggiamento assunto verso Pirro, patriarca bizantino, e il suo successore Pietro, che nel 656 aveva mandato al papa, secondo l'uso, una lettera con l'annuncio della sua nomina e una professione di fede ambigua sulla questione che agitava gli animi, quella delle due volontà ed operazioni in Cristo. Letta nella chiesa di S. Maria ad praesepe, venne respinta dal papa, dal clero e dal popolo. Il gesto irritò la corte di Costantinopoli e certamente Eugenio avrebbe avuto la sorte del suo predecessore se la morte, avvenuta il 2 giugno 657, non lo avesse impedito. Fu sepolto in S. Pietro. Ignorato dal Martirologio Geronimiano, da Usuardo e dagli antichi martirologi, fu iscritto dal Baronio nel Martirologio Romano ed è ricordato il giorno della morte.
Autore: Pietro Burchi

There is an English translation of some of the Liber Pontificalis here: https://archive.org/details/bookofpopesliber00loom

In the English translation they are quite critical of the Liber Pontificalis so I'm not sure what that means. Maybe the Liber Pontificalis really is in error about these cases?


Mon Jun 02, 2014 9:33 pm
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Joined: Thu Oct 27, 2011 5:14 pm
Posts: 210
New post Re: Bizarre Novus Ordo Two-Popery
ClemensMaria wrote:
I don't think this idea is limited merely to the Novus Ordo. What do you make of the case of
58 Pope St Silverius 1 June 536 - 11 November 537 (Exiled)
59 Pope Vigilius 29 March 537 - 7 June 555 (8 month overlap with Pope Silverius)

or the case of

74 Pope St Martin I 21 July 649 - 16 September 655 (Exiled)
75 Pope St Eugene I 10 August 654 - 1 June 657 (over 1 year overlap with Pope St. Martin)

I have heard some claim that the Liber Pontificalis is in error because it is impossible for two men to hold the See of Peter simultaneously. But I find it hard to believe that the men responsible for updating and publishing that document were not aware of the problem.

From http://www.documentacatholicaomnia.eu/04z/z_sine-data__AA_VV__Omniae_Romanorum_Paparum_Vitae__IT.doc.html

58 0536-0537- Silverius, Sanctus, Martyres
2 dicembre
Frosinone ? - † Palmaria (Ponza), 2 dicembre 537
(Papa dal 01/06/536 al 11/11/537)

Originario della Campania, si trovò ad affrontare i torbidi inzi della guerra greco-gotica, che si sarebbe protratta per 18 anni. Fatto prigioniero, fu relegato nell'isola di Ponza, dove morì.

Etimologia: Silverio = abitatore delle selve, uomo dei boschi, selvaggio, dal latino

Oriundo di Frosinone, figlio del papa s. Ormisda, salì al soglio pontificio nel giugno 536, ma non fu l’immediato successore del padre, infatti dopo la morte di s. Ormisda avvenuta nel 523, vi furono come pontefici s. Giovanni I, s. Felice III, Bonifacio II, l’antipapa Dioscoro, Giovanni II, s. Agapito I, tutti governarono in media 2-3 anni ciascuno. Alla morte di s. Agapito I avvenuta a Costantinopoli il 22 aprile 536, Silverio fu eletto papa, pur essendo suddiacono, per imposizione del re ostrogoto Teodato (534-36); il quale era memore dei buoni rapporti ed intese, intercorsi tra il padre Ormisda e il re Teodorico. Però buona parte del clero si oppose a questa elezione, accettandola alla fine dopo l’avvenuta consacrazione. Il suo pontificato fu breve e molto travagliato; venne coinvolto suo malgrado, nelle lotte politiche e religiose che in quegli anni turbarono l’Italia e la Chiesa, infatti era in corso la guerra tra i Bizantini e gli Ostrogoti per il possesso della penisola; inoltre in Oriente continuavano ad esistere gruppi di monofisiti ostinati, appoggiati dall’imperatrice Teodora. Si ricorda che il monofisismo, era una dottrina teologica che negava la natura umana di Cristo, affermandone l’unica natura divina; l’eresia, sviluppatosi nel V-VI secolo, fu condannata dal Concilio di Calcedonia nel 451 e determinò il distacco delle Chiese Copta, Armena e Giacobita di Siria. Qualche mese dopo la sua elezione, il re Teodato suo protettore, fu deposto ed ucciso dai Goti; a dicembre 536 giunse alle porte di Roma, il generale Belisario con le sue milizie e Silverio insieme al Senato, si adoperò perché la città fosse occupata senza combattimenti. Tre mesi dopo, nel febbraio 537 fu la volta del nuovo re degli Ostrogoti, Vitige a cingere d’assedio Roma con il suo esercito, con vari attacchi per ritornarne in possesso, distruggendo i dintorni compreso i cimiteri cristiani e le chiese. E fu durante l’assedio degli Ostrogoti che cominciò la tragedia di Silverio; era giunto da Costantinopoli il diacono Vigilio con lettere dell’imperatrice Teodora per Belisario, perché favorisse l’elezione di Vigilio alla cattedra di s. Pietro. Il diacono era già stato designato dal papa Bonifacio II (530-532) a suo successore, incontrando però l’opposizione del clero a questa novità, cioè la designazione invece che un’elezione, quindi non aveva potuto entrare in carica; alla morte di s. Agapito I, egli fu di nuovo designato dall’impero bizantino alla carica di pontefice, ma trovando già eletto Silverio, per la seconda volta egli veniva escluso. Belisario cercò di non creare drammi e supponendo che all’imperatrice, stesse più a cuore la sorte dei monofisiti, che si pensa, Vigilio le avesse promesso un annullamento delle decisioni del Concilio di Calcedonia, chiese a Silverio di accordare egli stesso ciò che stava a cuore a Teodora, ma il papa si rifiutò di accondiscendere. Durante l’assedio degli Ostrogoti, che durò quasi un anno, fu messa in circolazione una presunta lettera di Silverio al re Vitige, nella quale prometteva di aprirgli la porta Asinara presso il Laterano, per consegnargli Roma; Belisario convocò il papa al suo quartiere generale contestandogli l’accusa che Silverio facilmente smontò, anzi per evitare ulteriori sospetti, lasciò il palazzo del Laterano spostandosi presso la Basilica di S. Sabina. Ma il 18-19 marzo ci fu un furioso attacco dei Goti e Silverio fu di nuovo chiamato da Belisario, che spalleggiato da sua moglie Antonina e da Vigilio, mosse altre accuse a Silverio, quindi fu spogliato degli abiti pontificali e vestito di un abito monastico; ai chierici che l’accompagnavano restati in altra stanza, fu detto che non era più papa e si era fatto monaco. Al suo posto subentrava Vigilio (537-555), mentre Silverio fu deportato a Patara nella Licia; il vescovo di Patara si recò a Costantinopoli a protestare presso l’imperatore Giustiniano, dicendo che nel mondo vi erano molti re ed un solo papa e questi era stato scacciato dalla sua sede. Giustiniano, vincendo le resistenze di Teodora, rimandò a Roma Silverio, con l’ordine che si riesaminassero le presunte lettere e l’intera questione e se fosse risultato innocente, reintegrato come papa; Vigilio impaurito dall’inaspettato ritorno, convinse Belisario di deportarlo nell’isola Palmaria (Ponza); qui papa Silverio, per porre fine allo scisma che si era creato, abdicò l’11 novembre 537 e consunto dagli stenti e dalla fame, morì martire il 2 dicembre successivo. Il suo corpo, contrariamente a quelli di altri papi morti in esilio, non fu trasferito a Roma, rimanendo nell’isola; il suo sepolcro divenne centro di guarigioni e miracoli e quindi meta di pellegrinaggi. Notizie del culto tributatogli a Roma sono documentate solo qualche secolo più tardi a partire dall’XI. I due santi pontefici, Ormisda e Silverio, padre e figlio nella vita, sono i patroni della città di Frosinone, di cui erano nativi.
Autore: Antonio Borrelli


59 0537-0555- Vigilius
m. 537
(Papa dal 29/03/537 al 07/06/555)

Romano, fu eletto Papa grazie agli intrighi dell'imperatrice Teodora. Il suo pontificato fu segnato da gravi problemi dottrinali. Costretto dall'imperatore Giustiniano a trasferirsi a Costantinopoli, rimase nella capitale d'Oriente 10 anni.
Vigilio, che era stato designato da papa Bonifacio II (22 sett. 530 – 17 ott. 532) a suo successore, non potè accedere all’alta dignità per l’opposizione del Clero e del Senato Romano. Vide così salire sul soglio di Pietro prima Giovanni II (2 genn. 533 – 8 maggio 535), poi s.Agapito (13 maggio 535 – 22 apr. 536) ed infine s.Silverio eletto il 1 giugno del 536. Vigilio, ottenuta la tiara pontificia il 29 marzo del 537, per volontà del generale Belisario, fece deportare s.Silverio all’isola di Palmaria dove, dopo aver abdicato l’11 novembre, morì il 2 dicembre del 537. Con la rinuncia di s.Silverio e con il riconoscimento da parte del Clero Romano, Vigilio divenne legittimo pontefice. Ravvedutosi, restaurò catacombe, luoghi di culto e difese la fede. Baronio, in pieno contrasto con il giudizio che abbiamo del cronista del Liber Pontificalis, così lo ricorda negli Annales:“Divenuto papa, egli proferisce parole nuove, profetizza in accordo con i santi padri, con una mirabile trasformazione, si è mutato in un altro uomo, da nemico in difensore, da persecutore in predicatore, da blasfemo in confessore e in ogni cosa da perfido in devoto”. Il 25 novembre del 545 Vigilio lasciò Roma alla volta della Sicilia, dove soggiornò un anno; nell’autunno del 546 salpò per Costantinopoli, sempre nell’intento di difendere gli interessi della Chiesa romana. Giuntovi il 25 gennaio dell’anno successivo, cercò invano un accordo con l’imperatore Giustiniano, a favore dell’unità della fede Cattolica. Morì, durante il viaggio di ritorno verso Roma, a Siracusa, il 7 giugno del 555. Le sue spoglie furono traslate nel cimitero di Priscilla sulla via Salaria ed in seguito portate in S.Pietro in Vaticano.
Autore: Giovanni Sicari


74 0649-0655- Martinus I, Sanctus, Martyres
13 aprile - Memoria Facoltativa
Todi, sec. V - Chersonea, Crimea, 16 settembre 655
(Papa dal 07/649 al 16/09/655)

Fu eletto Papa nel periodo delle ultime controversie cristologiche. Per la difesa della fede in Cristo vero uomo e vero Dio, fu esiliato dall'imperatore bizantino Costanzo II in Crimea (Akherson, Ucraina), dove morì fra molti stenti. (Mess. Rom.)

Etimologia: Martino = dedicato a Marte
Emblema: Palma

Originario di Todi e diacono della Chiesa romana, Martino fu eletto al soglio pontificio dopo la morte di papa Teodoro (13 maggio 649) e mostrò subito una mano molto rma nel reggere il timone della barca di Pietro. Non domandò né attese infatti il consenso alla sua elezione dell'imperatore bizantino Costante II che l'anno precedente aveva promulgato il Tipo, un documento in difesa della tesi eretica dei monoteliti. Per arginare la diffusione di questa eresia, tre mesi dopo la sua elezione, papa Martino indisse nella basilica lateranense un grande concilio, al quale furono invitati tutti i vescovi dell'Occidente. La condanna di tutti gli scritti monoteliti, sancita nelle cinque solenni sessioni conciliari, provocò la rabbiosa reazione della corte bizantino. L'imperatore ordinò all'esarca di Ravenna, Olimpio, di recarsi a Roma per arrestare il papa. Olimpio volle assecondare oltre misura gli ordini imperiali e tentò di fare assassinare il papa dal suo scudiero, durante la celebrazione della Messa a S. Maria Maggiore. Nel momento di ricevere l'ostia consacrata dalle mani del pontefice, il vile sicario estrasse il pugnale, ma fu colpito da improvvisa cecità. Probabilmente questo fatto convinse Olimpio a mutare atteggiamento e a riconciliarsi col santo pontefice e a progettare una lotta armata contro Costantinopoli. Nel 653, morto Olimpio di peste, l'imperatore poté compiere la sua vendetta, facendo arrestare il papa dal nuovo esarca di Ravenna, Teodoro Calliopa. Martino, sotto l'accusa di essersi impossessato illegalmente dell'alta carica pontificia e di aver tramato con Olimpio contro Costantinopoli, venne tradotto via mare nella città del Bosforo. Il lungo viaggio, durato quindici mesi, fu l'inizio di un crudele martirio. Durante i numerosi scali, a nessuno dei tanti fedeli accorsi a incontrare il papa fu concesso di avvicinarlo. Al prigioniero non era data neppure l'acqua per lavarsi. Giunto il 17 settembre 654 a Costantinopoli, il papa, steso sul suo giaciglio sulla pubblica via, venne esposto per un giorno intero agli insulti del popolo, prima di venire rinchiuso per tre mesi in prigione. Poi iniziò il lungo ed estenuante processo, durante il quale furono tali le sevizie da far mormorare all'imputato: "Fate di me ciò che volete; qualunque morte mi sarà un beneficio". Degradato pubblicamente, denudato ed esposto ai rigori del freddo, carico di catene, venne rinchiuso nella cella riservata ai condannati a morte. Il 26 marzo 655 fu fatto partire segretamente per l'esilio a Chersonea in Crimea. Patì la fame e languì nell'abbandono più assoluto per altri quattro mesi, finché la morte lo colse, fiaccato nel corpo ma non nella volontà, il 16 settembre 655.
Autore: Piero Bargellini


75 0655-0657- Eugenius I, Sanctus
2 giugno
m. 657
(Papa dal 10/08/654 al 02/06/657)

L'esarca Teodoro Calliopa e il cubiculario Peliuro, per ordine dell'imperatore Costante I, la notte del 19 giugno 653 costrinsero con la violenza il papa Martino I a lasciare Roma e a seguirli a Costantinopoli, dove giunsero il 17 settembre dell'anno successivo. Martino fu sottoposto ad un finto processo, privato del pallio ed esiliato nel Chersoneso dove morì il 16 settembre 655. Il clero romano gli diede un successore nella persona del romano Eugenio I, che fu consacrato il 10 agosto 654. Figlio del romano Ruffiniano, Eugenio era persona retta e meritevole dell'alto ufficio. Ciò apparve dall'atteggiamento assunto verso Pirro, patriarca bizantino, e il suo successore Pietro, che nel 656 aveva mandato al papa, secondo l'uso, una lettera con l'annuncio della sua nomina e una professione di fede ambigua sulla questione che agitava gli animi, quella delle due volontà ed operazioni in Cristo. Letta nella chiesa di Santa Maria ad praesepe, venne respinta dal papa, dal clero e dal popolo. Il gesto irritò la corte di Costantinopoli e certamente Eugenio avrebbe avuto la sorte del suo predecessore se la morte, avvenuta il 2 giugno 657, non lo avesse impedito. Fu sepolto in San Pietro. (Avvenire)

Etimologia: Eugenio = ben nato, di nobile stirpe, dal greco

L'esarca Teodoro Calliopa e il cubiculario Peliuro, in ottemperanza agli ordini ricevuti dall'imperatore Costante I, la notte del 19 giugno 653 costrinsero con la violenza il papa Martino I a lasciare Roma e a seguirli a Costantinopoli, dove giunsero, dopo un viaggio disagevole, il 17 settembre dell'anno successivo. Martino fu sottoposto ad una larva di processo, privato del pallio ed esiliato nel Chersoneso dove morì il 16 settembre 655. Il clero romano, che lo aveva fedelmente sostenuto al concilio convocato nella basilica costantiniana il 5 ottobre 649, nel quale si condannarono l'Ectesi di Eraclio e il Tipo di Costante, non esitò, prima ancora di conoscere l'esito del processo, a dargli un successore nella persona del romano Eugenio I, che fu consacrato il 10 agosto 654. La scelta non fu, peraltro, cattiva, poiché Eugenio, figlio del romano Ruffiniano, era persona retta e in tutto meritevole dell'alto ufficio. Ciò apparve dall'atteggiamento assunto verso Pirro, patriarca bizantino, e il suo successore Pietro, che nel 656 aveva mandato al papa, secondo l'uso, una lettera con l'annuncio della sua nomina e una professione di fede ambigua sulla questione che agitava gli animi, quella delle due volontà ed operazioni in Cristo. Letta nella chiesa di S. Maria ad praesepe, venne respinta dal papa, dal clero e dal popolo. Il gesto irritò la corte di Costantinopoli e certamente Eugenio avrebbe avuto la sorte del suo predecessore se la morte, avvenuta il 2 giugno 657, non lo avesse impedito. Fu sepolto in S. Pietro. Ignorato dal Martirologio Geronimiano, da Usuardo e dagli antichi martirologi, fu iscritto dal Baronio nel Martirologio Romano ed è ricordato il giorno della morte.
Autore: Pietro Burchi

There is an English translation of some of the Liber Pontificalis here: https://archive.org/details/bookofpopesliber00loom

In the English translation they are quite critical of the Liber Pontificalis so I'm not sure what that means. Maybe the Liber Pontificalis really is in error about these cases?


I think what John and others are trying to outline is that before, men firmly believed that there was only one reigning monarch. There is just one, and the others would be false claimants.

Now you have a situation where through the absurd notion of calling Ratzinger, "Pope Emeritus" really adds to the confusion even more. Whereby a Catholic can think that the Divine constitution of the Church can allow the possibility of one chief in office, and the other who co-reigns with him. When it is clear, when a man resigns he retains his previous titles to his election. He should therefore be called "Cardinal" rather then the ridiculous heretical notion of "Pope Emeritus." The Conciliarist are full aware of this, and they are exploiting this do not think that these heretics are incapable of understanding how language is used and operates.

They are masters of deceit, and you can guarantee that an 8 year old kid who see's two men dressed in white and being addressed as Pope & Pope Emeritus. Is going to be one real confused kid... Just try it yourself as a little science experiment. Go pick up any 8-12 year old and show him pictures, see if he thinks that there are "two popes." You might be surprised at your findings, I like to ask kids these sorts of things. I tend to think if it doesn't pass the litmus test of a kid, that there is something wrong. Clear teaching should be clear to someone who is above the age of reason + 2 years after that fact. Its ridiculous, but even several adults are falling for the whole two popes things...

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Thu Oct 23, 2014 8:55 am
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